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Acqua di Parma 

Le candele autunnali di Acqua di Parma: tre modi di abitare la stagione

Acqua di Parma ha costruito la sua collezione autunnale su un territorio preciso: le Langhe, e su tre ingredienti che appartengono a quel paesaggio in modo quasi archetipico: l’uva, la nocciola, il tartufo. Tre stagioni olfattive della stessa regione, tre modi di portare in casa il senso di un posto e di un momento.

Tutte e tre in edizione limitata.

Mosto: l'uva, la fermentazione, la terra

Mosto è la più diretta delle tre. Racconta il momento della vendemmia con una precisione quasi fotonica: l'uva schiacciata, il sedimento del vino, il ribes nero aspro. È una fragranza cipriata-fruttata che porta in casa l'aria dei vigneti a settembre, quella qualità densa e fermentata che si sente solo in quei giorni.
Le note di cuore entrano con il benzoino del Siam, gli aghi di pino, il balsamo del Perù: il bosco che si affaccia sul vigneto, la resina dell'aria. In fondo, il sottobosco, l'opoponax, il patchouli: terra, radici, permanenza.
È la candela più viva delle tre. Quella che ha la qualità acida e vibrante di qualcosa che si trasforma, che fermenta, che cambia stato.

Nocciola: il bosco, il caldo, il gourmand

Nocciola è la più avvolgente. È la candela da pomeriggio di novembre, da coperta sul divano, da luce bassa. Si apre con le foglie di nocciolo e l'accordo di nocciola tostata: c'è qualcosa di immediato e confortante.
Al cuore, il cacao amaro, il fiore di vaniglia, la pralina di gianduia. È gourmand nel senso autentico, quello che richiama il cibo come memoria e piacere, la pasticceria piemontese, il cioccolato delle Langhe.
In fondo, legno d'ambra, guaiaco, cedro: la struttura si fa legnosa e affumicata, quasi come i resti di un fuoco. La Nocciola è la più calda delle tre, quella che scalda lo spazio nel senso fisico prima ancora che metaforico.

Tartufo Bianco: il bosco, il mistero, la terra che nasconde

Il Tartufo Bianco è la più complessa. È la fragranza che richiede il più tempo per rivelare tutto quello che contiene, come il tartufo stesso, che si trova solo se si sa già dove cercare.
Si apre con galbano, Bois des Landes e pino: l'aria fresca del bosco in autunno inoltrato, quella qualità resinosa e verde che è quasi pungente. Al cuore, l'accordo di tartufo, ricco, terroso, animale in senso nobile, sostenuto dall'opoponax e dal legno di cashmere, che portano calore senza togliere profondità.
In fondo, sottobosco, patchouli, muschio: la terra umida in cui il tartufo si nasconde, il senso di qualcosa di prezioso appena estratto dalla terra. Il Tartufo Bianco è la candela più seria delle tre, quella con meno concessioni alla dolcezza o alla familiarità.

Ringrazio Acqua di Parma che, omaggiandomi di queste tre candele, mi ha permesso di fare un viaggio sensoriale attraverso tre paesaggi olfattivi della stessa regione: tre modi diversi di abitare l’autunno.